Patrimonio

Rischi, incertezza, imprevisti. Fai la scelta giusta: protezione patrimoniale. Non avere misure di protezione o utilizzare modalità errate può causare gravi danni al benessere economico tuo e della tua famiglia.

  • Proteggere beni e diritti non è un privilegio riservato solo agli ultra ricchi ma una possibilità per chi voglia tutelarsi e preservare nel tempo il patrimonio, gli incidenti patrimoniali sono più frequenti di quanto si pensi
  • In UK, USA e altri Paesi dove si insegna educazione giuridica, l’imprenditore, il dirigente d’azienda, il professionista, il proprietario per proteggersi si rivolgono a legali specializzati
  • In Italia è diffuso ricorrere a soluzioni familiari improvvisate, sistemi illeciti o al limite della liceità, strumenti inadeguati o attivarsi quando è tardi, modalità tutte fallimentari

I. I tre pilastri della protezione patrimoniale

II. Gli errori nella protezione patrimoniale

III. Beni immobili e protezione patrimoniale 

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PROTEZIONE PATRIMONIALE

 

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I TRE PILASTRI DELLA PROTEZIONE PATRIMONIALE

Approccio proattivo

Regola numero uno, agire per tempo (e non in ritardo). Tutti sanno che la cintura di sicurezza va allacciata prima di fare un incidente stradale (prevenzione). Eppure in ambito patrimoniale molti si attivano quando è giuridicamente tardi (reazione). Ciò succede per scarsa cultura giuridica in tema di tutela del patrimonio e sottovalutazione dei rischi di aggressione, magari pensando che certe cose capitano solo agli altri (vedi sotto ERRORI numero 4).

Sostenibilità legale

Regola numero due, la protezione patrimoniale efficace è solo quella legalmente sostenibile. Al contrario sistemi illeciti o al limite della liceità possono reggere finché va tutto bene ma sono fallimentari davanti ad un giudice e, in ogni caso, sono fonte di problemi. Se sei in una situazione irregolare e credi di essere protetto, stai commettendo un grosso errore di valutazione (vedi sotto ERRORI numero 2).

Conoscenza tecnica…..

Regola numero tre, per porre in essere misure di protezione efficaci nel tempo, a prova di situazioni e circostanze mutevoli, occorre una conoscenza  giuridico tecnica. Soluzioni familiari e/o impiego di strumenti legali o prodotti bancario assicurativi inadatti al caso concreto sono gli errori più frequenti nella difesa del patrimonio. Soluzioni improvvisate o alla buona non costituiscono una valida strategia difensiva (vedi sotto ERRORI numero  1 e 3).

e competenza specialistica

Parlando di patrimonio potrebbe venire spontaneo rivolgersi al proprio commercialista o al legale di fiducia, tuttavia bisogna considerare che la complessità del diritto e dei servizi richiedono una elevata specializzazione e una pratica continua nel campo della protezione patrimoniale 

GLI ERRORI NELLA PROTEZIONE PATRIMONIALE

La protezione patrimoniale è efficace solo se fatta in maniera corretta. Detto in modo tecnico, l’efficacia delle misure di protezione è direttamente correlata al loro grado di sostenibilità legale. È quindi fondamentale non fare errori perchè prima o dopo si pagano. Se sei esposto a rischi patrimoniali e ti trovi in una delle situazioni sotto indicate, puoi prendere in seria considerazione i nostri servizi.

1 Soluzioni familiari improvvisate

LA FAMIGLIA È LA SOLUZIONE?

[testo di prossima pubblicazione]

2 Sistemi illeciti o al limite della liceità

NEGOZI CIVILMENTE O TRIBUTARIAMENTE ILLECITI PER "PROTEGGERTI"

  • intestazione fittizia          
  • atti simulati
  • “scatole vuote” societarie
  • esterovestizione
  • ogni espediente teso a mascherare la titolarità effettiva (c.d. interposizione fittizia)

(a) non godrai di nessuna “protezione” poiché, in sede di giudizio, saranno dichiarati inefficaci dal Giudice
(b) aggraverai la tua posizione per le probabili conseguenze penali o amministrative
(c) i soldi spesi in strutture in frode alla legge o ai limiti della legalità sono, alla resa dei conti, un pessimo investimento

SCHEMI ILLEGALI O ABUSIVI PER NON ASSUMERE IL RISCHIO D’IMPRESA

  • prestanome (“testa di legno”)
  • società di comodo

Se svolgi attività d’impresa ma non figuri come imprenditore e credi così di essere al riparo da ogni pericolo esterno, stai commettendo un grosso errore di valutazione.

Non avere la qualità di socio o la qualifica formale di amministratore, pur assumendo decisioni e dirigendo di fatto l’impresa, non significa affatto essere al sicuro. Al contrario espone il dominus e l’amministratore di fatto a conseguenze civili e penali sia economiche sia personali.

Se le cose sono finora andate bene, potranno sempre verificarsi in futuro, per un motivo o per un altro, segnalazioni, indagini e procedimenti a carico con l’adozione di eventuali provvedimenti in via cautelare (misure reali di prevenzione patrimoniale) e/o definitiva.

Il Giudice ricostruisce la vicenda e i comportamenti oggetto di indagine ai fini dell’accertamento delle ipotesi di reato per cui l’A.G. procede. Costituiscono prove l’utilizzo per fini personali di carte di credito o strumenti di pagamento della società, una procura speciale a vendere le quote e molte altre che possono farsi valere contro gli indagati. 

La giurisprudenza è sempre più attiva nel reprimere gli abusi individuando strumenti di legge sempre più incisivi e efficaci per assoggettare il dominus persona fisica e la società occulta alla responsabilità patrimoniale e alla fallibilità

(a) contro l’imprenditore occulto persona fisica che si serve di un soggetto prestanome di scarsa o nessuna consistenza patrimoniale (c.d. “uomo di paglia”), la tecnica giudiziale dell’actio mandati contraria ex art. 1719 c.c.

(b) contro il socio occulto di società palese o occulta in regime di responsabilità illimitata di tutti o alcuni dei soci, la disposizione legislativa di cui all’art. 147, co. 4 e 5 l. fall.  (fallimento in estensione)

(c) contro l’attività abusiva di direzione da parte di persona fisica o società, anche di fatto, su società di capitali utilizzata abusivamente quale schermo societario, la teoria dell’impresa fiancheggiatrice e, più incisivamente, la responsabilità dell’amministratore – estesa all’amministratore di fatto – e dei soci in solido ex art. 2476, co. 1 e 7 c.c.; nonché la responsabilità da attività di direzione e coordinamento di società sancita ex art. 2497 c.c.

È sempre più consolidato l’orientamento giurisprudenziale secondo cui l’abuso dello strumento societario fa venire meno la limitazione di responsabilità alla sola società di capitali con conseguente responsabilità personale illimitata

Essere “non visibile” a terzi estranei e alle Autorità può rappresentare una sicurezza psicologica, ma a quale prezzo?

Agire in violazione della legge, nel mondo attuale, non costituisce una protezione patrimoniale ma solo un errore che può costare molto caro. All’esito di una condanna giudiziaria le conseguenze economiche e umane saranno pesanti e potenzialmente devastanti.

SCHEMI ELUSIVI PER ABBATTERE IL RISCHIO D’IMPRESA

  • tipo costituzione di tante società quanti sono gli affari

(a) sei comunque esposto alla responsabilità patrimoniale
(b) in caso di inadempimento o insolvenza sopporti conseguenze personali incluso
– segnalazione alle Centrali dei Rischi dell’imprenditore
– rating reputazionale dell’amministratore nel Registro Imprese

3 Scelta di strumenti inadeguati o insufficienti

NEGOZI DI NESSUNA PROTEZIONE LEGALE

  • intestazione fiduciaria
  • ogni ulteriore fattispecie di interposizione reale

la proprietà sostanziale permane in capo al fiduciante e pertanto resta assoggettata alle pretese creditorie

NEGOZI A BASSA PROTEZIONE LEGALE

  •  istituti civilistici quali fondo patrimoniale, atti di destinazione e similari 

realizzano una semplice separazione unidirezionale e pertanto non sono in grado di proteggere da ogni aggressione

STRUMENTI COMPLEMENTARI MA NON SOSTITUTIVI

  • polizze vita
  • altri prodotti assicurativi  

non costituiscono un vero e proprio scudo protettivo potendo i creditori aggredire diritti e beni non protetti

4 Adozione di misure fuori tempo

NON ASPETTARE CHE SIA TARDI

Chi è potenzialmente esposto ad attacchi creditori o a pretese di terzi e non ha alcuna misura legale di protezione in essere, commette un errore strategico. La protezione patrimoniale, per essere efficace, deve essere realizzata in via preventiva e non invece attuata come reazione ad una pretesa giudiziale azionata o anche solo temuta.

La tardività dipende dal verificarsi dei presupposti fattuali della responsabilità patrimoniale (elementi materiali della fattispecie giuridica) e dalla situazione giuridica, vale a dire la sussistenza di procedimenti civili, penali, amministrativi, tributari di cui si ha conoscenza o comunque conoscibili.

Trasferimenti fraudolenti, intestazioni fittizie, donazioni in tempi sospetti, separazioni coniugali strumentali ed espedienti similari per sottrarsi alla responsabilità patrimoniale non costituiscono al giorno d’oggi una difesa efficace. La giurisprudenza è sempre più attiva nel vanificare e condannare siffatti abusi.

Le circostanze temporali e di fatto sono un elemento non eludibile di fronte al giudice. Qualunque negozio giuridico posto in mala fede è suscettibile di essere dichiarato invalido erga omnes o inefficace nei confronti del soggetto leso e il suo autore passibile di conseguenze penali e/o sanzioni amministrative.

BENI IMMOBILI E PROTEZIONE PATRIMONIALE

Proprietà immobiliare uguale sicurezza economica. Ma quanto è sicura da attacchi e pretese altrui?

IL PROBLEMA DEGLI IMMOBILI

Gli immobili e i diritti immobiliari di proprietà sono i beni più esposti ad attacchi creditori e pretese di terzi poichè sono di facile e pronta individuazione nonché ad elevata aggredibilità nel sistema della pubblicità immobiliare.

È infatti sufficiente fare una ricerca per soggetto sul territorio nazionale mediante consultazione dei pubblici Registri Immobiliari e procedere a effettuare trascrizioni o altri atti pregiudizievoli muniti di idoneo titolo.

Le situazioni di contenzioso rendono gli immobili di nulla o scarsa commerciabilità. Trascrizioni e iscrizioni pregiudizievoli, azioni giudiziali, misure cautelari reali rendono di fatto incommerciabili gli immobili o risultano in un forte decremento del valore commerciale.

LA DONAZIONE È LA SOLUZIONE?

La nuova imposta sulle successioni e donazioni, introdotta per effetto del DLgs 175/2016, prevede un sensibile aumento delle aliquote e una notevole diminuzione delle franchigie per tutti i contribuenti (coniuge e figli inclusi), raggiungendo un livello di imposizione monstre per le eredità superiori al valore di 5 milioni di euro (tassate con percentuali minime e massime del 21% e 45%).

L’alternativa del passaggio anticipato, realizzabile mediante donazione diretta o indiretta, espone il donante e/o il donatario a seri svantaggi oltre a essere causa di contenzioso familiare (fonte: notariato italiano).

Donante si spoglia di ogni diritto mentre è in vita fuorché nella donazione della nuda proprietà di un immobile con riserva di usufrutto o del diritto di abitazione
Donatario

 

problemi di commerciabilità degli immobili di provenienza donativa, diretta o indiretta (Cass. SS. UU., sentenza n. 9282 del 05.08.1992,) nei 10 aa. successivi alla morte del donante – atteso che l’eventuale azione di riduzione esperita nei confronti del donatario è idonea a travolgere anche il terzo acquirente – e conseguente inidoneità del bene a costituire garanzia di un prestito ipotecario

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